
Inaugurazione della mostra
Lodi Vecchio — Sabato 21 marzo alle ore 17,
presso l’Ex Conventino, si è inaugurata la mostra d’arte contemporanea Il senso delle parole, un progetto espositivo che mette al centro il valore del linguaggio come forma espressiva, visiva e poetica.
Il progetto curatoriale
Curata da Valerio Brambilla, la mostra riunisce numerosi artisti, ciascuno con una propria ricerca, chiamati a confrontarsi con il tema della parola intesa non solo come mezzo di comunicazione, ma come materia viva, capace di trasformarsi in segno, immagine e racconto. Gli artisti hanno interpretato una selezione di componimenti, frasi e poesie di diversi autori, dando vita a un dialogo stratificato tra scrittura e immagine, tra citazione e rielaborazione personale.




















Il percorso espositivo
L’inaugurazione ha visto una partecipazione attenta e coinvolta, in un contesto suggestivo che ha favorito l’incontro diretto tra pubblico e opere. Il percorso espositivo si sviluppa attraverso linguaggi diversi, dalla grafica alla poesia visiva, dall’illustrazione alla sperimentazione materica, costruendo una narrazione corale in cui ogni lavoro contribuisce a interrogare il significato e il peso delle parole.




Alberto Casiraghy e il Pulcinoelefante
Elemento centrale e fonte di ispirazione dell’intero progetto è la figura di Alberto Casiraghy, protagonista della scena culturale italiana per il suo instancabile lavoro di editore, tipografo e promotore della parola poetica. Fondatore delle Edizioni Pulcinoelefante, Casiraghy ha dato vita a un’esperienza editoriale unica, caratterizzata da libretti stampati a mano, in tirature limitate, arricchiti da interventi artistici originali.



Il rapporto con Alda Merini
Fondamentale, in questo percorso, è stato anche il legame umano e artistico tra Casiraghy e Alda Merini. Tra i due si è sviluppata negli anni una profonda amicizia, fatta di stima reciproca e intensa collaborazione. Le parole della poetessa trovavano spesso forma concreta proprio nei piccoli libri delle Edizioni Pulcinoelefante, diventando oggetti preziosi, intimi, capaci di custodire e diffondere una poesia autentica e immediata. Questo rapporto ha contribuito a consolidare un’idea di poesia come gesto quotidiano, accessibile e profondamente umano.
Il riferimento a “Alberto, Alda e la magia del Pulcinoelefante” evocato anche nel percorso espositivo, sottolinea questa eredità culturale, richiamando il legame tra poesia, arte e artigianato editoriale, e ponendo l’accento sull’importanza del fare lento, consapevole e condiviso.
La mostra si configura così come un invito a soffermarsi, ad ascoltare e a riscoprire il valore profondo delle parole, in un dialogo continuo tra passato e presente, tra tradizione e sperimentazione. Un’occasione per riflettere su come il linguaggio, nelle sue molteplici forme, continui a essere uno strumento essenziale di espressione e relazione.



















